Il passo che cambia
Appunti su un ritorno che non fa rumore
Dove si trova oggi Parole on the Road
Non sempre ce ne accorgiamo subito.
Il passo cambia mentre continuiamo a camminare come prima.
Le strade sono le stesse, i gesti sembrano identici, perfino le parole che usiamo non danno segnali evidenti. Eppure qualcosa, sotto, ha già cambiato ritmo. Il corpo lo sa prima della testa. La testa arriva dopo, con calma.
C’è un momento – difficile da collocare nel tempo – in cui smettiamo di cercare lontano ciò che inizia a rispondere vicino. Non perché sia più facile. Perché è diventato abitabile.
Negli ultimi mesi Parole on the Road ha camminato così. Senza svolte dichiarate, senza bisogno di dare un nome a ogni passaggio. Il ritorno non è stato un evento, ma un movimento silenzioso: un rientrare in una misura più giusta, meno esposta, più vera.
Il passo che cambia non chiede conferme. Non ha fretta di arrivare. Riconosce le soglie quando le incontra – e le attraversa senza trasformarle in tappe obbligate.
In questo spazio le parole continuano ad arrivare in questo modo. Non per costruire un percorso lineare, non per indicare una direzione unica. Arrivano quando servono a tenere il passo, non a guidarlo.
C’è però qualcosa che, insieme al passo, ha iniziato a spostarsi anche nello sguardo. Un’attenzione nuova per il quotidiano, per il modo in cui una cultura organizza la convivenza, la distanza, l’accordo e il dissenso. Non come analisi, non come spiegazione, ma come esperienza vissuta.
Da qui nasce Svizzerando.
Uno sguardo sulla cultura svizzera che non vuole dimostrare né difendere nulla, ma condividere un modo di stare nel mondo fatto di lingue che convivono, gesti misurati, attriti silenziosi e piccole meraviglie. Non una guida, non un racconto turistico, non divulgazione: piuttosto l’osservazione ravvicinata di una forma di vita che, nel suo equilibrio fragile e federale, apre domande interessanti su come si possa vivere insieme senza cancellare le differenze.
Parole on the Road resta, anche così, un luogo attraversabile.
Si può passare, sostare, tornare.
Si può leggere senza restare.
Si può restare senza leggere tutto.
Il passo che cambia non chiede attenzione speciale.
Non chiede di essere nominato.
Si lascia seguire, se va.
E questo spazio continua ad accompagnarlo –
con discrezione.
Parole on the Road è uno spazio aperto.
Tutto ciò che viene pubblicato qui è accessibile e resterà gratuito.
Chi lo desidera può accompagnarlo in modo libero:
con un abbonamento,
attraverso i link ai libri citati, oppure
offrendo un tè.
Nessuna di queste forme è necessaria.
Nessuna è una pretesa.
Ma se qualcuno decide di contribuire come può, il gesto è accolto con gratitudine.
Grazie per aver letto fin qui,
buona strada
Marta


