Come sono certo tu sappia benissimo 'comunicare' è differente da 'comunicare-tramite-una-lingua-naturale'. le lingue naturali (italiano, russo, ...) hanno una grammatica di cui devi conoscere almeno l'architettura di massima; per la sintassi ci si arrangia ma un po' di lessico di base lo devi conoscere. Se no è dura (tecnologie e traduttori a parte). Invece 'comunicare' (concetto di estensione e intensione assai più ampie) è tutta un'altra cosa, come sanno gli amanti, i poeti e i cuccioli. Ma sono cose di cui ho già scritto e tu conosci.
Per quanto riguarda la traduzione... Un filo di paura ce l'avrei, effettivamente. Un mio vecchio compagno di Università si è sposato una statunitense e vive da 40 e più anni a Boston; si è messo a fare il traduttore tecnico dall'anglo-americano all'italiano ed è riuscito a vivere più che bene fino ad oggi. Ora lui è in pensione, ma mi diceva non molto tempo fa che la vede dura (per le traduzioni tecniche, capisci, un'IA qualunque fa egregiamente il lavoro; ovviamente per le opere letterarie potrebbe essere un'altra storia).
Grazie per avere condiviso la tua esperienza russa.
Ciao! Grazie per il tuo commento che condivido. Purtroppo io sono esattamente nella situazione del tuo amico emigrato in USA solo che, a differenza sua, ho ancora circa 20 anni di vita lavorativa davanti. A stima, il mio lavoro di traduttrice tecnica tedesco-italiano ne ha al massimo due… quindi diciamo che sto cercando di organizzarmi per tempo e di (possibilmente) aiutare qualche collega (se mi riesce). Un saluto!
I miei migliori auguri con un abbraccio. Comunque credo che una che possiede davvero bene una lingua abbia un ventaglio di possibilità, oltre la traduzione. Certo, cambiare per scelta è bellissimo, cambiare perché costretti molto meno…
Concordo, di nuovo… ma devo ammettere che cambio più che altro per esaurimento. Tariffe sempre più basse e carico cognitivo sempre più elevato… tra non molto il gioco, semplicemente, non varrà più la candela. ❤️
Ciao Paolo, capisco la tua perplessità. L’AI, come qualsiasi altra tecnologia, non fa differenza: può essere usata per il bene come per il male (sempre che accettiamo una separazione netta dei due concetti)… per il resto, volevo solo condividere un episodio del mio viaggio che mi è particolarmente rimasto nel cuore. Grazie per il tuo commento!
Bell'aneddoto che ho letto molto volentieri, ma soprattutto COMPLIMENTI per il webinar, come ho spiego sempre le opportunità sono tante, affrontare una novità con paura non la fa sparire. Affrontarla per trasformare e crescere (parola che utilizzi anche tu) è la mosso vincente. Complimenti davvero, brava!
"non è la paura a decidere la direzione. È la curiosità. È la volontà di capire, di adattarsi, di continuare a muoversi." Un concetto che dovrebbe essere scolpito nella pietra. Bel racconto, grazie
Sono andata a curiosare la pagina del Webinar, anche se non sono nel settore e sicuramente invoglia a parlarne insieme per trovare una soluzione! In bocca al lupo per i webinar. E per quanto riguarda capirsi senza parlare la stessa lingua, quando viaggio a volte mi commuove un sorriso, la voglia di comunicare, una parola, tutti gesti che chi parla inglese dà per scontato, ma c'è una fascia di popolazione a cui non avresti accesso se non con un sorriso
Capisco bene la sensazione di comunicare senza parole. Una volta io e la mia amica ci siamo ritrovate nel camion di quest’uomo turco. Noi sappiamo dire solo “grazie” e “acqua” in turco, lui zero in qualsiasi lingua.
Beh, in qualche modo abbiamo comunicato per ore, tanto che nella mia testa il ricordo è distorto e noi “parliamo”, quando so benissimo che abbiamo comunicato solo a gesti e ci siamo capiti senza problemi. Pazzesco. Quando due persone vogliono davvero parlarsi, si capiscono comunque. Non importa la lingua. E quindi vale anche il contrario, quando non ci si comprende pur essendo madrelingua dello stesso idioma.
Allora in realtà il viaggio in Siberia l'ho fatto nel 2014... quindi almeno sono stata "figa" per un due-tre mesi della mia vita passata 😂😂😂 scherzi a parte hai centrato il punto (strano!): quando ce la volontà ci si capisce anche se non si parla la stessa lingua. Idem nel senso inverso: l'ottusità (ignoranza?) di non voler capire l'altro non dipende dal fatto che si parli (o meno) la stessa lingua. Grazie per il tuo commento!
Come sono certo tu sappia benissimo 'comunicare' è differente da 'comunicare-tramite-una-lingua-naturale'. le lingue naturali (italiano, russo, ...) hanno una grammatica di cui devi conoscere almeno l'architettura di massima; per la sintassi ci si arrangia ma un po' di lessico di base lo devi conoscere. Se no è dura (tecnologie e traduttori a parte). Invece 'comunicare' (concetto di estensione e intensione assai più ampie) è tutta un'altra cosa, come sanno gli amanti, i poeti e i cuccioli. Ma sono cose di cui ho già scritto e tu conosci.
Per quanto riguarda la traduzione... Un filo di paura ce l'avrei, effettivamente. Un mio vecchio compagno di Università si è sposato una statunitense e vive da 40 e più anni a Boston; si è messo a fare il traduttore tecnico dall'anglo-americano all'italiano ed è riuscito a vivere più che bene fino ad oggi. Ora lui è in pensione, ma mi diceva non molto tempo fa che la vede dura (per le traduzioni tecniche, capisci, un'IA qualunque fa egregiamente il lavoro; ovviamente per le opere letterarie potrebbe essere un'altra storia).
Grazie per avere condiviso la tua esperienza russa.
Ciao! Grazie per il tuo commento che condivido. Purtroppo io sono esattamente nella situazione del tuo amico emigrato in USA solo che, a differenza sua, ho ancora circa 20 anni di vita lavorativa davanti. A stima, il mio lavoro di traduttrice tecnica tedesco-italiano ne ha al massimo due… quindi diciamo che sto cercando di organizzarmi per tempo e di (possibilmente) aiutare qualche collega (se mi riesce). Un saluto!
I miei migliori auguri con un abbraccio. Comunque credo che una che possiede davvero bene una lingua abbia un ventaglio di possibilità, oltre la traduzione. Certo, cambiare per scelta è bellissimo, cambiare perché costretti molto meno…
Concordo, di nuovo… ma devo ammettere che cambio più che altro per esaurimento. Tariffe sempre più basse e carico cognitivo sempre più elevato… tra non molto il gioco, semplicemente, non varrà più la candela. ❤️
Marta ciao. Onestamente quello che mi fa paura è l’uso che se ne potrebbe fare. Poi ritengo che la comunicazione tra persone,
Fatta non solo di parole, ma anche di gesti ,
Smorfie e sguardi, rimanga imbattibile
Ciao Paolo, capisco la tua perplessità. L’AI, come qualsiasi altra tecnologia, non fa differenza: può essere usata per il bene come per il male (sempre che accettiamo una separazione netta dei due concetti)… per il resto, volevo solo condividere un episodio del mio viaggio che mi è particolarmente rimasto nel cuore. Grazie per il tuo commento!
A te Marta
Bella lettura, Marta ! Brava
Grazie!
Bell'aneddoto che ho letto molto volentieri, ma soprattutto COMPLIMENTI per il webinar, come ho spiego sempre le opportunità sono tante, affrontare una novità con paura non la fa sparire. Affrontarla per trasformare e crescere (parola che utilizzi anche tu) è la mosso vincente. Complimenti davvero, brava!
Grazie Cristiano! Un caro saluto e buona continuazione. Ci si legge in giro :-)
"non è la paura a decidere la direzione. È la curiosità. È la volontà di capire, di adattarsi, di continuare a muoversi." Un concetto che dovrebbe essere scolpito nella pietra. Bel racconto, grazie
Grazie a te Lucy😘😘
Sono andata a curiosare la pagina del Webinar, anche se non sono nel settore e sicuramente invoglia a parlarne insieme per trovare una soluzione! In bocca al lupo per i webinar. E per quanto riguarda capirsi senza parlare la stessa lingua, quando viaggio a volte mi commuove un sorriso, la voglia di comunicare, una parola, tutti gesti che chi parla inglese dà per scontato, ma c'è una fascia di popolazione a cui non avresti accesso se non con un sorriso
❤️
Grazie Marta
Per portarmi dove mi porti e per come mi porti.
Mi affascina e mi stimola.
Buon viaggio, ogni giorno.
Un abbraccio 🪷
Rita
Grazie a te Rita, di cuore! Buona strada ❤️
Che figa sei, in giro per la Siberia in moto?
Capisco bene la sensazione di comunicare senza parole. Una volta io e la mia amica ci siamo ritrovate nel camion di quest’uomo turco. Noi sappiamo dire solo “grazie” e “acqua” in turco, lui zero in qualsiasi lingua.
Beh, in qualche modo abbiamo comunicato per ore, tanto che nella mia testa il ricordo è distorto e noi “parliamo”, quando so benissimo che abbiamo comunicato solo a gesti e ci siamo capiti senza problemi. Pazzesco. Quando due persone vogliono davvero parlarsi, si capiscono comunque. Non importa la lingua. E quindi vale anche il contrario, quando non ci si comprende pur essendo madrelingua dello stesso idioma.
Allora in realtà il viaggio in Siberia l'ho fatto nel 2014... quindi almeno sono stata "figa" per un due-tre mesi della mia vita passata 😂😂😂 scherzi a parte hai centrato il punto (strano!): quando ce la volontà ci si capisce anche se non si parla la stessa lingua. Idem nel senso inverso: l'ottusità (ignoranza?) di non voler capire l'altro non dipende dal fatto che si parli (o meno) la stessa lingua. Grazie per il tuo commento!
Lo ho letto giusto prima di andare a letto. Questo articolo mi ha trasmesso una bellissima sensazione. Ottimo spunto di riflessione 😍
Grazie ❤️